Nel momento in cui decidi di traslocare hai una missione da compiere: la disdetta della casa in affitto. Questo, ovviamente, se non vivi in una tua proprietà e se, appunto, sei domiciliato/a in un immobile che occupi corrispondendo una mensilità. In quest’ultimo caso, quindi, prima di poter traslocare serenamente (se hai scelto un’azienda di traslochi affidabile) devi seguire una serie di passaggi burocratici.
Ed è vero che a nessuno piace occuparsi di queste faccende ma è un tuo dovere. Anche se hai scelto un trasloco all inclusive, non puoi tirarti indietro: devi fare la disdetta. Ma quali sono i tempi? E le procedure? Come lasciare la vecchia casa in affitto ed evitare problemi con il vecchio padrone di casa? Ecco una serie di passaggi essenziali e decisivi che devi sempre affrontare in questi casi.
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Disdetta prima della scadenza: si può fare?
Molti preferiscono lasciare la casa in affitto allo scadere naturale del contratto, come può essere un 4+4, ma in alcuni casi il trasloco deve essere fatto subito per non perdere una buona occasione. E a questo punto la domanda è chiara: posso sciogliere il contratto di affitto prima del naturale scadere del contratto? La risposta è affermativa: sì, lo puoi fare. E lo può fare anche il proprietario.
C’è un vincolo essenziale per recedere dal contratto di locazione: i tempi. Di base, e a meno che non ci siano delle indicazioni differenti nel contratto, la chiusura anticipata della locazione di una casa in affitto deve essere comunicata almeno 6 mesi prima. Quindi, hai tutto il tempo per organizzare il tuo trasloco. Ricorda che la comunicazione deve avvenire per raccomandata A/R o PEC.
Ricorda che ci sono anche delle incombenze da parte dell’Agenzia delle Entrate: la chiusura anticipata del contratto di affitto ti impone di versare, entro 30 giorni, l’imposta di registro pari a 67 euro. Puoi procedere con i servizi telematici o con il modello F24 Elementi identificativi. Ricorda, però, che in quest’ultimo caso devi comunicare la risoluzione del contratto all’ufficio in cui è stato registrato.
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Quando si può fare la disdetta di un affitto?
Per disdire il contratto prima della scadenza, e traslocare nella nuova casa, devi indicare anche i motivi che devono essere gravi e inderogabili. In altre parole, non puoi semplicemente decidere di lasciare casa. Ma devi essere interessato da eventi imprevedibili.
Stiamo parlando di condizioni che superano la tua volontà. Ad esempio, un trasferimento di lavoro, motivi di salute, problemi familiari o economici. Se non sussistono queste motivazioni, e il proprietario non riesce ad affittare entro i 6 mesi la casa, potrebbe esserci una richiesta di risarcimento. Tutto questo viene definito dalla Legge 431/98, che ci ricorda anche un punto essenziale: in caso di mancata comunicazione del locatario, il contratto si rinnova automaticamente. Ad esempio per altri 4 anni nel 4+4 o 2 anni nel 3+2.
Se non si rispettano i 6 mesi di preavviso ci sono delle penali: l’inquilino deve pagare tutte le mensilità che corrispondono al preavviso. Questo anche se l’appartamento non è occupato, a meno che il proprietario non riesca ad affittarlo. Quindi, quando organizzi il tuo trasloco assicurati di far corrispondere i tempi in modo da evitare di dover pagare per un servizio che in realtà non stai utilizzando.
Facciamo alcuni esempi di gravi motivi
Come anticipato, l’articolo 3 della legge 431/98 ti permette di recedere il contratto di affitto, e procedere con il trasloco, in qualsiasi momento. A patto che ci sia un preavviso di 6 mesi e che l’evento sia legato a un evento estraneo alla tua volontà, e che si è presentato dopo la firma del contratto. Il percorso lavorativo è l’esempio comune: non basta voler cambiare lavoro, deve esserci una causa.
Una causa ben definita che rende difficile restare in una determinata abitazione. Come, ad esempio, un licenziamento improvviso, l’arrivo non preventivato della cassa integrazione, il trasferimento in un’altra città o un avanzo di carriera tanto atteso.
Altro esempio tipico che può essere considerato grave motivo da giustificare la disdetta del contratto di affitto in anticipo: devi trasferirti vicino a un genitore anziano che ha improvvisamente bisogno di cure costanti. Ma anche le cause esterne possono essere una buona motivazione, come gravi problemi che il proprietario non vuole risolvere o rumori notturni che pregiudicano il riposo e la salute.
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Disdetta del contratto alla naturale scadenza
Questa è una situazione meno impegnativa per proprietario e inquilino, più semplice da gestire. Tutti i contratti di affitto hanno un termine finale che prevede un rinnovo o una chiusura. È tua intenzione traslocare e puoi aspettare tranquillamente la fine del contratto?
Ti consigliamo di seguire questa strada perché non devi giustificare le motivazioni. Ma devi anche ricordare che in Italia c’è il rinnovo tacito del contratto di locazione: se non comunichi la tua intenzione di lasciare casa, il tutto si rinnova alle medesime condizioni.
Quindi, con il già citato preavviso di 6 mesi, invia una comunicazione scritta e tracciabile attraverso la classica raccomandata A/R o una PEC con riferimento al contratto, volontà esplicita di non rinnovare il contratto alla scadenza naturale e data per la riconsegna delle chiavi. Per tutte le altre incombenze è giusto che tu ti faccia seguire da un esperto in diritto proprietario e contratti di affitto. Noi ti possiamo aiutare a gestire il trasloco nel miglior modo possibile e rispettando i tempi per lasciare la casa gestendo ogni step.
