Impossibile negare: non è facile affrontare il trasloco dopo la separazione e il divorzio. Ogni rottura rappresenta un momento drammatico per la coppia e c’è sempre chi deve lasciare la casa dopo questo evento che viene percepito come un vero e proprio spartiacque nella propria vita. Quindi, bisogna traslocare e lasciare l’abitazione a chi ha diritto di rimanere nella casa familiare con i figli.
Il punto è che durante una separazione siamo già sottoposti a una serie di passaggi che mettono a dura prova il nostro equilibrio, sia da un punto di vista emotivo che economico. Dover traslocare a seguito di una rottura con il partner vuol dire aggiungere un altro elemento di difficoltà. Ecco perché è importante conoscere tutti i dettagli che ti possono aiutare a evitare di soffrire ulteriormente.
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Chi deve traslocare dopo la separazione?
Non c’è una regola fissa, anche se di solito è il marito che lascia la casa in cui si vive per lasciarla con l’ex moglie e i figli. Quando si inizia un percorso di separazione, infatti, il primo punto da rispettare è la tutela dei minori. Quindi, per evitare grandi traumi alla prole si tende a fare in modo che non abbandonino la casa familiare lasciandoli con il genitore di riferimento. E più debole economicamente.
Quindi, nel tentativo di tutelare la parte più debole – vale a dire i figli minorenni, se presenti – si mette l’ex coniuge di fronte a una situazione molto difficile, stressante. Ovvero, fare i conti con due realtà: la fine della storia matrimoniale e il dover lasciare la casa.
A prescindere dalla proprietà e di chi l’ha pagata. Il trasloco è un evento stressante e può risultare difficile portare a termine le attività, soprattutto quando devi affrontare la tristezza della rottura con il proprio partner. Attenzione, in assenza di figli o se sono maggiorenni la casa resta al rispettivo proprietario. E se è in comproprietà, l’immobile può essere venduto e il risultato economico diviso tra i due coniugi.
Quando traslocare, i tempi tecnici
Nel momento in cui si procede con una separazione giudiziale, seguita appunto da un giudice, il trasloco deve avvenire nel minor tempo possibile dal momento in cui giudice emette il provvedimento. Fondamentale velocizzare il più possibile questo passaggio, solo dopo formale assegnazione dell’abitazione coniugale, per evitare traumi ai più piccoli. Se la separazione è consensuale, i tempi da rispettare sono quelli stabiliti dall’ex coppia durante gli accordi presi durante le fasi concordate. Quindi tutto diventa più semplice.
Quali sono le possibili ripercussioni?
Chi deve traslocare dopo la separazione spesso viene investito da diverse emozioni negative. Ben inteso, possono esserci anche delle eccezioni: non è difficile incontrare persone che, dopo la sentenza del giudice, sono felici di lasciare la casa. Di solito, soprattutto quando ci sono dei figli, il trasloco è fonte di stress. In alcuni casi, possiamo anche parlare di condizioni patologiche legate all’evento.
Il trasloco viene vissuto come un lutto, una perdita importante, un cambiamento epocale e doloroso nella propria esistenza. Non è difficile registrare casi di depressione durante il trasloco e di stanchezza continua, spossatezza e incapacità di reagire a causa di una continua tristezza. La sofferenza che si vive durante il trasloco può trasformarsi in un altro elemento che mina la stabilità individuale.
Cosa portare via, cosa lasciare a casa
Uno dei passaggi più difficili da affrontare è la gestione delle proprietà da parte degli ex coniugi. Quando devi organizzare un trasloco dopo la rottura, e a seguito di una sentenza da parte del giudice, bisogna capire se chi lascia la casa può portare con sé alcuni oggetti.
Di solito, in questi casi si possono attivare una serie di dinamiche negative che è meglio evitare per non attivare altri eventi conflittuali. Uno dei temi più combattuti, ad esempio, è quello degli animali domestici: nessuno vuole separarsi. Meglio lasciare che rimangano con i bambini, in una casa spaziosa. Nel caso contrario, però, devi attivarti anche per organizzare un trasloco con cane o gatto.
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Come gestire un trasloco dopo la separazione?
Se ci sono proprietà in comune, o contratti di affitto condivisi, è decisivo chiarire chi ha diritto a cosa e quando. Mai sottovalutare questo aspetto prima di organizzare il tuo trasloco dopo la separazione. Se necessario, inizia a fare un po’ di decluttering liberando gli spazi ed eliminando vecchi ricordi che magari non vuoi portare nella nuova casa. Fare tabula rasa può essere una buona occasione.
Rispetto ai tempi, sappiamo che devono essere rapidi. Cerca di coordinare il trasloco quando ci sono meno tensioni emotive, perché non è solo questione di muovere scatoloni e guidare furgoni. Potresti trovarti a dover prendere decisioni su oggetti che hanno valore sentimentale mentre sei già emotivamente provato. È normale se alcune giornate sono più difficili di altre. Ma come muoversi?
In questi casi è fondamentale non ostinarsi nel trasloco fai da te. Contatta un’agenzia specializzata in questo lavoro che ti offra tutti i benefici di un partner professionale. Come, ad esempio, un servizio deposito o smaltimento rifiuti ingombranti. Quando devi traslocare dopo la separazione, i tempi devono essere rapidi. Per questo, avere una mano concreta e professionale è la soluzione ideale.
