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Come traslocare una tavola da surf: le regole per evitare danni

Sembrava impossibile ma alla fine è andata così: abbiamo dovuto trasportare anche una tavola da surf. Nello sgombero di una cantina è stato necessario tirar fuori dallo scantinato questo pezzo di poliuretano e fibra di vetro combinata da resina poliestere.

Questo strumento per chi pratica sport acquatico non è solo una tavola fatta da materiali capaci di cavalcare le onde. Molti amanti del surf considerano la propria tavola come un pezzo della propria anima, anche per questo diventa difficile capire come la devi trasportare.

come trasportare una tavola da surf

Durante un cambio di domicilio siamo abituati a trasportare oggetti di tutti i tipi, possiamo anche traslocare acquari e quadri molto delicati. Ma quando si parla di trasportare una tavola da surf l’attenzione è massima. Perché c’è il rischio di danneggiare la struttura sì robusta, ma anche soggetta a rotture improvvise. Soprattutto quando si trasporta senza le dovute attenzioni che spesso non sono scontate.

Perché c’è il rischio di rompere e graffiare la tavola?

Il trasporto è uno dei momenti in cui le tavole da surf rischiano di subire dei danni seri, spesso anche più di quando si è in acqua. La combinazione di urti rigidi e compressioni può essere micidiale per questa struttura che sembra una combinazione di semplicità e robustezza. Ma che in realtà ha diverse esigenze. Iniziamo da un dettaglio poco noto: stringere i cricchetti o le cinghie sul tetto dell’auto.

Hai paura di perdere la tavola, quindi la fissi con forza. Ma questo eccesso di sicurezza può schiacciare i bordi o deformare l’anima in schiuma, creando crepe strutturali. E se non la leghi bene quando la trasporti sul portapacchi dell’auto rischi la catastrofe: la forza del vento in autostrada può creare una pressione tale da incrinare la tavola o, peggio, far volare via il portapacchi. Un dramma, vero?

Il trasporto con il facchinaggio non professionale può essere altrettanto rischioso. I caricatori di pacchi e borsoni, se non hanno la giusta etica e la formazione adeguata, maneggiano le sacche da surf senza troppa delicatezza. Cadute dall’alto o urti contro gli spigoli possono causare ammaccature e crepe in ogni angolo della tavola, dalla punta alla coda. Magari spezzando anche le pinne.

Da leggere: come traslocare una cassaforte

Come trasportare una tavola da surf per un trasloco

Abbiamo capito che il trasporto della tavola da surf è uno di quei compiti che sembrano facili – o almeno appare più facile del trasloco di un pianoforte, ecco – ma che può nascondere mille insidie. Per questo abbiamo pescato dalla nostra esperienza decennale nei traslochi professionali a Roma per spiegarti come gestire questa sfida. E riprendere al più presto a cavalcare le onde con la tua fidata tavola.

Smonta le pinne dalla tavola da surf

Il consiglio che ti eviterà di dover sistemare la tavola da surf: devi smontare le pinne in modo da evitare che si spezzino al primo passaggio di mani. Le pinne, che stabilizzano la tavola nell’acqua, sono delle leve: qualsiasi pressione laterale o urto scarica una forza enorme che rischia di spaccare le pinne stesse o l’alloggio. Quindi, in base al sistema utilizzato, è meglio smontare questi elementi.

Devi conservarli in una sacca specifica, insieme alle viti, che avrai cura di far arrivare a destinazione. Prima di svitare, dai una ripulita e una lubrificata agli incassi. I granelli di sabbia e il sale cristallizzato agiscono come colla o come abrasivo, grippando le viti della pinna.

Usa sempre una sacca imbottita

Ecco l’elemento di base che ti consente di ridurre al minimo il rischio di graffiare, ammaccare o scheggiare la tavola da surf. Senza una cover dedicata è molto rischioso trasportare una tavola da surf con qualsiasi mezzo di locomozione. Consigli su quale modello scegliere? Iniziamo dallo spessore: almeno da 5 mm per l’uso standard, ad esempio un trasporto su portapacchi, 10 mm per i viaggi in aereo.

Quale scegliere? Acquista un modello con copertura in materiale telato argentato. Serve a riflettere i raggi del sole, impedendo che l’interno della sacca si trasformi in un forno. Questo dettaglio salva la tavola dalla delimitazione e anche da altri danni.

Meglio se la sacca che stai acquistando ha delle prese d’aria: permettono all’umidità e ai gas accumulati dal calore di uscire. Un consiglio extra: usa sempre una board sock, una calza da tavola come protezione extra contro polvere e urti improvvisi. Prima, però, devi togliere la paraffina: le alte temperature durante il trasporto faranno sciogliere il materiale in questione attaccandosi sul tessuto.

Assicurati di avere le protezioni giuste

I punti più sensibili quando trasporti una tavola da surf sono la coda e la punta. Ovvero, tail e nose che poi in inglese corrispondono a coda e naso. Spesso, le sacche hanno delle imbottiture con protezioni extra per queste zone o uno spessore di imbottitura raddoppiato.

Se questo non è presente, o se non vuoi correre rischi, avvolgi la punta e la coda con le mute in neoprene, i teli mare o le felpe vecchie. Risparmi spazio e crei uno scudo indistruttibile per le estremità della tavola da surf che stai trasportando. Per sicurezza, avvolgi la tavola anche nel pluriball e, come anticipato, ricorda di togliere sempre la paraffina per evitare che si sciolga nell’imballaggio.

Da leggere: qual è il miglior mese per traslocare?

Il trasporto è la fase più delicata

Ora, sicuramente puoi trasportare la tavola da surf dalla tua casa al mezzo di locomozione che hai scelto per raggiungere la destinazione. Se si tratta di un trasloco hai una domanda che ti segue: la lasci agli operai? Se hai scelto la ditta giusta sei in buone mani: ricorda di far seguire la regola del top load, in cima a tutto. La tavola deve essere l’ultima cosa che entra nel furgone e la prima a uscire.

Quest’oggetto deve essere posizionato sopra gli altri (ad esempio disteso sopra un materasso o un divano) e mai, in nessun caso, sotto scatoloni o mobili. Chiedi agli operai di non far passare una cinghia direttamente sopra la tavola tirandola fino allo stremo, perché la pressione piegherebbe l’anima in schiuma spaccando la resina. In ogni caso, basta indicare che si tratta di un oggetto delicato.

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