Tante persone ci contattano per organizzare un trasloco perché la casa non è più adatta alle proprie esigenze. Ci dicono: “Sto male dove vivo, voglio andare via dalla mia casa ma ho ancora dei dubbi”. Magari ci si appoggia ad appartamenti di fortuna, provvisori. Ma è sicuramente vero che prima di iniziare bisogna prendere in considerazione la destinazione finale. Ovvero la tua casa ideale.
Molte persone cercano prima il metodo per traslocare, la soluzione ideale che può essere un trasloco all inclusive per risparmiare lavoro o un’opzione fai da te per risparmiare. Ma il primo passo per risolvere il problema esistenziale – sto male dove vivo, voglio traslocare – è quello di capire dove conviene trasferirsi, sia dal punto di vista geografico che per quanto concerne il tipo di abitazione.
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Sto male dove vivo a causa del quartiere
Primo motivo per registrare un’insofferenza rispetto alla volontà di cambiare abitazione. In molti casi, il desiderio di spostarsi è collegato a un malessere rispetto al quartiere in cui si trova la vecchia casa. A volte scegliamo il luogo in cui vivere in base alle esigenze e alle possibilità di un determinato momento della vita. Se cambiano necessità e status il quartiere può essere inadeguato.
Questo riguarda sia la necessità di fare un upgrade delle proprie possibilità, sia di cambiare zona semplicemente perché le necessità sono diverse. O è diverso il luogo in cui ti trovi: la qualità della vita è peggiorata, hanno chiuso scuole e uffici, c’è più criminalità.
Quindi, se stai male nella tua attuale casa puoi decidere di cambiare zona e rimanere nella stessa città ma in un quartiere differente. Ci capita spesso di fare traslochi da Roma centro a zone periferiche o viceversa, quindi conosciamo bene l’argomento esaminato.
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La casa non è adeguata a me e alla mia famiglia
Ecco, sto male dove vivo e questa condizione riguarda la casa nella sua interezza e unicità. Quindi, il problema è l’immobile: troppo grande, troppo piccolo, a due piani, troppo vecchio, troppo rumorosa. Magari scomoda. A volte si esegue un downgrade della propria esistenza e si cerca di traslocare in una casa più piccola. E se la famiglia cresce bisogna trasferirsi in una dimora più grande.
In tutte queste occasioni, il lavoro principale è quello che impegna il proprietario di casa (o l’inquilino in affitto) nel trovare la giusta combinazione. Poi si può valutare anche un’eventuale combinazione con il quartiere che più fa piacere magari in combinazione anche con gli impegni necessari. Come ad esempio vicino alla scuola o all’ufficio. Ma qui la soluzione è chiara: bisogna trovare una casa diversa che si adatti alle esigenze specifiche dell’intero gruppo di abitanti, o dei singoli componenti del nucleo familiare.
A volte le esigenze di cambiare casa per un grave malessere riguardano anche condizioni più o meno condivisibili. Come ad esempio la mancanza di luce perché si vive in un piano basso e soffocato da altri palazzi, il rumore di un’autostrada o una ferrovia nelle vicinanze, l’assenza di spazi verdi e adatti alla quotidianità con i bambini: sono fattori che non tutti comprendono ma possono incidere.
Sto male dove vivo e voglio cambiare tutto
Voglio non solo cambiare quartiere ma anche la città. Ad esempio, il mio sogno è quello di trasferirmi da Roma per raggiungere un centro di campagna. Perché devo dedicarmi al detox dalla metropoli. Oppure, c’è il ragionamento inverso: sono stanco/a di vivere in un piccolo centro bucolico e voglio cambiare vita. Per tuffarmi a capofitto nella caotica ma vibrante metropoli, ricca di opportunità.
Ce ne sono tante di condizioni che possono portare a un malessere concreto. Ad esempio, puoi anche guardarti intorno per capire in quale paese trasferirsi per godersi la pensione. In questi casi, si può immaginare anche di organizzare un trasloco internazionale, in modo da superare il disagio. Un disagio che può essere vinto solo seguendo le proprie ambizioni, rivoluzionando completamente il domicilio.
A volte non è la casa in sé a rappresentare un problema ma il contesto generale. Sentirsi estranei alla comunità locale, non trovare stimoli culturali o vivere la mancanza di una rete di supporto vicina può implementare in modo esponenziale il senso di vuoto.
Il problema è l’associazione mentale ed emotiva
Prima stavi bene nella tua casa, ora tutto è diventato insostenibile. Perché magari prima abitavi con una persona cara e dividevi gli spazi con un affetto che ora non c’è più. A volte dobbiamo svuotare case ereditate in tempi rapidi per questioni di eredità ma non sempre c’è il desiderio di ristrutturare e abitare in determinati luoghi. “Sto male dove vivo perché mi ricorda troppo una determinata persona”.
Quante volte abbiamo ascoltato questa motivazione? Nella fattispecie, ci troviamo di fronte a una condizione in cui il cambio della casa non riguarda una necessità di spostarsi da un quartiere a un altro perché non ci rappresenta più, non è funzionale alla giornata tipo.
E non si trasloca neanche perché la casa non è più adeguata alle esigenze familiari. Il luogo ricorda costantemente come il proprietario si è sentito in un determinato momento. C’è un ancoraggio negativo da rivedere e risolvere, ecco perché devi cambiare casa.
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La decisione finale però resta sempre tua
Vuoi lasciare la tua casa perché non stai più bene nella dimora che ti ha ospitato per tanti anni? È un passaggio comune e che molte persone condividono: a un certo punto bisogna solo prendere il coraggio per mano e pianificare un trasloco dopo aver deciso quale sarà e dove sarà la nuova casa. Noi possiamo aiutarti nella parte pratica, per trasportare tutto da un punto a un altro. Vogliamo iniziare?
