Forse non hai mai sentito parlare di overpackaging, ma chi si occupa da tempo di traslochi e logistica per aziende ha ben presente che l’eccesso di imballaggio rappresenta un problema per il trasporto di merce. Sia per le spedizioni commerciali che per il trasporto di beni da un punto all’altro. Perché è vero che bisogna tutelare gli oggetti da incidenti e cadute, ma senza esagerare.
Perché in effetti di questo stiamo parlando: se da un lato ci preoccupiamo di curare l’imballaggio di ciò che trasportiamo quando organizziamo un trasloco di una casa o di un ufficio, dall’altro evitiamo l’overpackaging per non creare un disservizio. E per rispettare l’ambiente. I veri professionisti del trasloco conoscono il limite, ecco qualche idea per affrontare l’argomento al meglio.
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Cos’è l’overpackaging, una definizione
L’overpackaging è quel fenomeno che si presenta quando usi più materiale d’imballaggio del necessario. L’obiettivo è sempre quello di proteggere un bene durante il trasporto, ma lo fai con un consumo di materiale da imballaggio non adeguato e non per difetto ma per eccesso. In pratica, stai esagerando: usi scatole enormi e sproporzionate, polistirolo a iosa, troppi strati di pluriball o cartone.
Dal punto di vista tecnico, considerando le competenze di un trasportatore o di un professionista dei traslochi, parliamo di overpackaging quando il rapporto tra volume dell’imballo e del prodotto è eccessivo. Diciamo oltre 2:1 senza una reale necessità strutturale. Oppure quando usi materiali con proprietà di assorbimento degli urti superiori a quelle richieste dalla fragilità del bene.
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Facciamo un esempio di overpackaging
Stai organizzando l’imballaggio di un trasloco e temi di eccedere con i passaggi. Tra le tante cose che devi gestire, ci sono un paio di scarpe da ginnastica. Le calzature pesano 400 grammi e occupano circa 4 litri di volume. L’imballaggio corretto prevede una scatola da scarpe, già abbastanza rigida, di dimensioni appropriate (tipo 35x25x15 cm) più carta da riempimento per bloccare il movimento.
Peso totale: circa 600 grammi. L’overpackaging, l’eccesso di imballaggio, assume questa formula: prendi le scarpe, le avvolgi nel pluriball, le metti in una scatola, riempi con chips di polistirolo, metti tutto in una scatola da 50x40x30 cm, aggiungi altro polistirolo. Peso totale: 1,2 chilogrammi. Ha senso? Sicuramente no, anche se avrai notato che in alcuni casi si procede proprio in questa direzione.
I problemi che comporta questa dinamica
L’overpackaging – ovvero l’uso eccessivo dei materiali di imballaggio per traslochi e trasporti – non ha dei vantaggi reali sulla movimentazione. Se utilizzi le giuste formule, l’abuso di materiale ammortizzante non dà reali vantaggi. Però stai solo consumando risorse per accontentare il tuo timore di rompere qualcosa – in realtà ci sono anche altre motivazioni.
Risultato? Il trasporto sarà più costoso perché il prezzo del materiale da imballaggio non è nullo, incide sul costo totale del trasloco. Più scatoloni utilizzi, maggiore sarà la spesa e lo stesso vale per il polistirolo, la carta da imballaggio e il pluriball.
Tutto questo senza considerare il fatto che alla fine del trasloco sarà più difficile mettere in ordine e smaltire il tutto nelle apposite campane dell’indifferenziata. E stai incidendo negativamente anche sull’idea di effettuare un trasloco ecologico sostenibile: stai sprecando risorse e lo stai facendo ai danni della natura, anche con piccoli gesti si può fare tanto.
Perché si continua con l’eccesso di imballaggio?
Avrai notato che, nonostante l’assenza di benefici reali, molte aziende continuano a eccedere con l’imballaggio utilizzato per proteggere la merce durante gli spostamenti. In ambito commerciale, ad esempio nelle spedizioni di beni acquistati, questo riguarda in primo luogo la volontà di evitare resi da danni. Poi c’è anche un aspetto psicologico: chi riceve un prodotto acquistato su un ecommerce trova soddisfacente ricevere grandi pacchi. Questo è l’effetto perceived value: pacco gigante equivale a prodotto importante.
C’è questa idea che un imballaggio più voluminoso trasmetta maggior cura e valore. È lo stesso principio delle confezioni regalo: alcune aziende lo fanno per aumentare la soddisfazione percepita all’apertura (il famoso unboxing experience). Poi c’è la paura della responsabilità. Nessun responsabile del magazzino vuole essere quello che ha fatto arrivare il prodotto rotto. Quindi si esagera.
È un bias cognitivo: sovrastimare i rischi negativi. Meglio sprecare materiale che gestire una lamentela a causa di un oggetto che si è rotto durante il trasporto. Così il cliente finale non solo spreca materiale di imballaggio ma paga di più al corriere per il peso volumetrico.
Come evitare l’overpackaging nei traslochi
Il modo più semplice: affidare questo lavoro a chi conosce bene le dinamiche necessarie per trasportare da un punto all’altro oggetti, anche fragili, senza registrare danni. Ma anche evitando l’overpackaging che comporta un aumento senza pari dei costi di imballaggio e un trasporto complesso dato che gli spazi verranno occupati non dagli oggetti ma dagli scatoloni semivuoti.
Il primo trucco per ridurre questo fenomeno: utilizzare la giusta attrezzatura come scale e pedane idrauliche che riducono i passaggi manuali e quindi il rischio percepito di possibili danni. E poi non tutto va trattato come cristallo di murano, ad esempio, per i libri bastano scatole robuste, zero riempitivi. Lo stesso vale quando devi traslocare vestiti, scarpe e biancheria.
